Le porte blindate sono un elemento di fondamentale importanza per un’abitazione, essendo il primo punto di accesso agli ambienti interni, deve proteggere persone e beni dai tentativi di scasso e dalle intrusioni di malintenzionati. Ma sono anche il biglietto da visita di una casa, il primo elemento che spicca su una facciata e per questo deve essere attraente dal punto di vista estetico.
Tradizionalmente siamo abituati a pensare, e vedere, porte blindate massicce, realizzate con un unico materiale e soprattutto senza trasparenze, ma oggi sempre più spesso si trovano sul mercato porte blindate con vetro antisfondamento che racchiudono quindi in un unico prodotto sicurezza, estetica e design.
Caratteristiche del vetro per porte blindate
Il vetro utilizzato per le porte blindate è di tipo antisfondamento e/o antiproiettile, poiché deve resistere a ripetuti colpi di grossa portata o ai proiettili.
Il cosiddetto vetro antisfondamento o antiproiettile non è però un vero e proprio vetro, ma un prodotto ottenuto dall’insieme di diversi materiali per aumentarne la sicurezza e la resistenza.
Lo strato visibile esternamente è costituito da un vetro trasparente e fragile, mentre quello interno da materiali plastici (PVB) , in grado di mantenere la compattezza di tutto l’agglomerato nel momento in cui avvenga un tentativo di sfondamento con attrezzi contundenti o con armi da fuoco.
I materiali utilizzati a questo scopo possono essere:
- Acrilico: una plastica dura e trasparente, visivamente molto simile al vetro, ma più resistente agli urti e molto più leggera a parità di dimensioni. Questo materiale ha la capacità di respingere i proiettili.
- Policarbonato: è un tipo di plastica molto versatile, leggerissima e morbida, ma con elevati livelli di resistenza. Il policarbonato è realizzato in strati, così da aumentarne la resistenza. Questo materiale è in grado di catturare i proiettili al suo interno e di assorbirne l’energia, in modo da impedire il perforamento della porta.
- Policarbonato combinato con vetro antiproiettile: in questo caso il policarbonato è inserito fra due normali lastre di vetro temperato, attraverso un processo di riscaldamento e raffreddamento che ne aumenta la resistenza e crea un amalgama tra i due materiali. Si ha quindi un prodotto finale che ricorda il vetro ma è molto più spesso e resistente.
Come riconoscere un vetro antisfondamento
Per riconoscere la qualità e le prestazioni di un vetro antisfondamento è necessario fare affidamento alla classificazione antieffrazione del vetro che si rifà alla norma UNI 7697/14 che individua 7 classi che vanno dal semplice vetro temperato (classe 1) ai vetri antisfondamento e antifuoco (classe 7).
Nella realizzazione delle porte blindate vetrate, vengono installati normalmente vetri che hanno ottenuto la classificazione P6B, cioè lastre che, a seguito di specifici test antieffrazione rivelano una resistenza che va dai 30 ai 50 colpi di ascia o martello.
I vetri blindati in policarbonato sono addirittura in grado di resistere fino ad 80 colpi di ascia e a proiettili di armi da fuoco pesanti.
Sul mercato sono disponibili molte tipologie di porte blindate vetrate, ma non tutte garantiscono elevati standard di sicurezza.
È quindi bene affidarsi ad un’azienda come 3M Tecnofer che è stata una delle prime aziende in Italia a creare porte blindate con vetro anticrimine, dotate di speciali rinforzi strutturali, grazie ad attenti e specifici studi di progettazione.
Le soluzioni realizzate dai professionisti di 3M Tecnofer sono in grado, non solo di proteggere a 360 gradi le abitazioni dei propri clienti, ma offrono anche massimi livelli di isolamento termico e acustico, per una casa dalle alte prestazioni energetiche.
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